La ferrovia Circumvesuviana

La ferrovia Circumvesuviana

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Descrizione

ll nome ufiiciale è Ferrovia Circumvesuviana che con un guizzo di ermetismo ne esprime anche la inalienabile funzione di cerniera tra i centri vesuviani e il capoluogo. Ma la gente del posto, con la proverbiale praticità che da sempre l'ha distinta, l'ha sempre chiamata la Vesuviana. Forse, senza consapevolezza ma esprimendone il nome in sintesi, l'ha promossa quasi al rango di una vicina di casa o addirittura di una di famiglia. Insomma un'entità sulla quale al momento del bisogno, ci puoi sempre contare.
Consci pertanto di avvicinarsi ad un argomento datrattare con familiarità ma nello stesso tempo con serietà e rigore scientifico: il prolifico tandem Cozzolino - Gamboni edita questa ennesima ed attesa opera dalle cospicue dimensioni. Il linguaggio è quello affabulante cui ci hanno abituati, non disgiunto da una disamina attenta e coscienziosa del complesso argomento.
Il lavoro è diviso in 9 capitoli ripartiti in oltre 240 pagine. Si esordisce accernando alla funzione delle ferrovie complementari o economiche per poi tuffarsi nella descrizione della nostra amata Vesuviana. Si parte dall'epoca del vapore cui viene conferita un'attenzione speciale, alimentata da notizie, dati e soprattutto immagini. Come l'appassionato potrà intuire si tratta di un pianeta prima d'ora esplorato poco o niente. Intendo quello della linea a vapore Napoli - Ottaviano poi Napoli - Sarno.
Poi, via via, il conseguimento di altri traguardi: l'espansione della rete, l'elettrificazione, la figlia adottiva (Napoli - Nola - Baiano), la Napoli - Torre Annunziata, l'epopea della ricostruzione post bellica con l'arrrivo a Sorrernto del trenino rosso e avorio. Un particolare riguardo viene riservato alla rivoluzione degli anni '70 con il raddoppio della Napoli - Torre A. (eliminazione dei PL), costruzione del complesso terminale di Porta Nolana (stazione ed uffici), l'entrata in servizio degli ETR di prima generazione fino ai chiacchierati moderni Metrostar.
Di eccezionale interesse le foto dei cantieri del raddoppio che procedevano, mi si perdoni la prosaicità con il sistema del "cuci e scuci" per non compromettere l'esercizio.
Le immagini arricchiscono quasi ogni pagina (molte a colori anche di epoca inaspettata) dove non mancano altresì tabelle sinottiche di pregevole ed inedito contenuto.
Più che accenni sono riservati alle attività collaterali come la ferrovia del Vesuvio (e successiva seggiovia): la teleferica del Monte Faito, il treno turistico Napoli Express eil Costiera Express (materiale storico).
Insomma il lettore potrà convincersi della duttilità di questa rete che pur correndo sui 950 mm, svolge il suo compito sia al servizio di un pendolarismo diffuso nonché a quello del turismo religioso (p.e. Pompei e Madonna dell'Arco), archeologico (Ercolano, Pompei, Stabia), residenziale (Meta e Sorrento). Una realtà che non ha analogie in Italia.
Il libro si conclude con messaggi di auspicio e di speranza quali le nuove linee (Pomigliano - Acerra e Napoli - San Giorgio via CDN).
L'immagine eloquente di un ETR penzolone da una gru conclude la bella galoppata. E' il primo`ETR revampizzato nelle Officine TFA (Titagarh Firema Adler) di recente restituito all'esercizio, nell'atto di essere adagiato sui binari. E il segnale che la nostra cara ed amata Vesuviana ha ancora tanti argomenti per dimostrare che deve ancora fare i suoi anni migliori.
 

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